• Michele e Serena

Alimentazione del Pastore Tedesco

L'intera famiglia dei canidi a cui fa parte il pastore tedesco, per ciò che riguarda le classificazioni geologiche, viene incluso nell' ordine dei carnivori: da questa catalogazione si può facilmente dedurre l'importanza che assume, nell'alimentazione del cane, l'apporto di proteine di origine animale.

Tuttavia un'approfondita osservazione del processo naturale di acquisizione di nutrimento attraverso la predazione evidenzia come anche nella dieta dei canidi vi sia una certa attenzione verso una gamma di alimenti piuttosto ampia. La preda uccisa, infatti, tanto nel caso di una alce che in quella di un misero topolino, è fonte di un'ampia varietà di alimenti che arriva a comprendere non poche sostanze di origine vegetale.


Cucciolo di pastore Tedesco
Cucciolo di pastore Tedesco

I predatori carnivori non limitano la propria attenzione ai tessuti muscolari degli animali uccisi ma includono nella propria dieta molto importanti sostanze nutritive, ricche sia di vitamine che di carboidrati, e sono contenute tanto nello stomaco che negli intestini.

Numerosi sali minerali, inoltre, vengono assunti attraverso il sangue, le ossa e gli organi interni, che hanno anche un elevato valore nutritivo.

Gli antenati del cane pastore tedesco avevano, dunque, una dieta piuttosto varia; e’ da rilevare, tuttavia, che non di rado i canidi selvatici si alimentavano spinti da un impulso motivazionale che induceva ad associare lo stimolo della fame l'attività di caccia. In alcuni casi, infatti, i canidi selvatici potevano dimostrarsi, in assenza di contesti che consentono la predazione, piuttosto svogliati nei confronti del cibo ed è molto probabile che una certa adattabilità alimentare abbia potuto rappresentare un fondamentale parametro selettivo nelle prime fasi della domesticazione.

Poco per volta il cane domestico è così diventato di fatto pigro, anche se in realtà, nonostante la lunga convivenza con l'uomo, che dura ormai da innumerevoli generazioni non si sono verificate sostanziali modificazioni di tipo funzionale nei vari organi collegati alla nutrizione.


L'apparato digestivo del cane


Dal tempo in cui i progenitori selvatici cacciavano nella foresta a oggi le abitudini alimentari dei cani sono considerevolmente cambiate. Più di 10000 anni vissuti a contatto con l'uomo hanno enormemente ampliato la gamma di alimenti verso cui il cane rivolge la propria attenzione; tuttavia, nonostante i considerevoli effetti della domesticazione anche sul piano morfologico, fino a oggi non si sono verificate sostanziali variazioni dell'apparato digerente, che si presenta tuttora molto simile a quello del carnivoro primitivo e per molti aspetti diverso da quello della specie umana. Al contrario dell'uomo, infatti, il cane non possiede alcuni enzimi, contenuti nel liquido salivare, in grado di dare inizio, già a livello della masticazione, a un processo pre digestivo che interessa gli amidi, importanti carboidrati; Questi elementi, dunque, possono essere digeriti dai cani solo se gli alimenti vengono cotti.


Cucciolo pastore tedesco