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La punizione può essere diretta: ad esempio si può afferrare il cane per la pelle del collo, riproducendo il comportamento della mamma e scuotere il cane sollevandolo leggermente.

Contrariamente a quanto spesso si pensa è possibile anche dargli una “pacchetta” sul sederino (mai dirigersi direttamente verso il muso del cane con il tempo non distinguerebbe più la mano che si tende per dare una carezza e quella che si tende per punirlo), perché il cane è perfettamente in grado di distinguere tra la mano che lo accarezza e la mano che lo colpisce.

La punizione può essere anche indiretta ed eseguita a distanza, lanciando o facendo cascare vicino a lui un oggetto non pesante ne pericoloso ma molto rumoroso.
In occasione della punizione è importante sapere riconoscere la postura di sottomissione del cane perché appena appare la punizione deve cessare immediatamente, al contrario la stessa diventa causa di ansia e perde oltre che la sua efficacia anche di senso.

L’apprendimento attraverso le ricompense è più lungo di quello attraverso
le punizioni ma in compenso più duraturo.


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